Ansiolitici, Ipnoinducenti, Antidepressivi e Neuroelettici

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I Tipi di Psicofarmaci

Gli psicofarmaci si possono classificare in tre principali famiglie:ansiolitici ed ipnoinducenti, antidepressivi triciclici ed infine neuroelettrici.

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Gli ansiolitici e gli ipnoinducenti vengono prescritti in caso di stati d'ansia e d'angoscia, rivelandosi utili nel trattamento di diversi disturbi tra i quali ricordiamo depressione, insonnia, tensione muscolare, ipertensione ed epilissia.

Tra gli ansiolitici più noti citiamo le benzodiazepine (BDZ) che a partire dagli Anni Settanta vengono largamente prescritte in ragione delle virtù sedative ed ipnotiche.

Gli antidepressivi intervengono nel trattamento di disturbi quali insonnia, apatia, perdita dell'appetito, tristezza, riduzione dell'autostima e degli altri disturbi collegati ad uno stato depressivo più o meno grave.

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Tale disturbo dell'umore, largamente diffuso nella nostra società o forse meglio diagnosticato rispetto al passato, può manifestarsi in maniera sporadica o continuata e declinarsi in diversi gradi d'intensità, dalla distomia che affligge molti adolescenti fino al manifestarsi di intenti suicidi.

Gli psicofarmaci neuroelettici vengono prescritti qualora vi siano manifestazioni psicotiche, come deliri ed allucinazioni. Sono pertanto impiegati nella cura di psicosi che allontanano il paziente dalla realtà, come accade in caso di schizofrenia e disturbi bipolari.